Naming: nomi che possono dare problemi

In questo articolo andiamo ad analizzare tutte quelle categorie di naming che possono, ma non lo fanno necessariamente, creare problemi. Molti dei difetti di queste categorie sono al tempo stesso anche pregi. Diciamo che, se si vuole andare sul sicuro, si possono evitare queste categorie… da valutare caso per caso.

Naming con Numeri

Anche se il nostro nome aziendale è proprio uno di questi ammettiamo che può dare dei problemi. Per esempio ogni volta che dobbiamo dettarlo al telefono dobbiamo specificare “2dispari col 2 scritto a numero” e non a lettere (Due Dispari). I nomi che contengono numeri spesso però hanno dei vantaggi, cioè si distinguono dagli altri e nelle liste di aziende in ordine alfabetico risultano tra i primi.

Naming in Latino

Diciamocelo… ormai risultano un po’ scontati, a volte la parola in latino non discosta troppo dalla sua corrispettiva in italiano perciò sembra una forzatura. A volte si rischia di voler sembrare acculturati senza ragioni. In rari casi la parola è orecchiabile, al tempo stesso originale e piacevole, senza risultare “scontata” o inflazionata.

Naming in Dialetto

Sono molto simpatici e caratterizzano l’azienda dandogli una forte connotazione locale o uno stretto collegamento al territorio dal quale proviene. Possono dare il problema di sembrare provinciali o limitanti. Se si sta creando un’azienda che vorrà esportare anche all’estero sarà possibile che il nome non venga compreso. Se si parla di cibo o vini, questa caratterizzazione può anche essere motivo di vanto. Basta pensare a tutti i vini che hanno come nome proprio l’area geografica, in quel caso la loro provincialità è anche la loro forza.

Due esempi che a noi piacciono:

‘Na Biretta

Maria ‘pe Roma

Naming Difficile da pronunciare

Esiste un canale YouTube che parla di scienza, ricerca e molto altro in un modo semplice per tutti, attraverso video animati e colorati. Noi amiamo questo canale e vediamo i loro video costantemente ma ogni volta che vogliamo consigliarlo ad un amico o ad un cliente non riusciamo a farlo. Perché? Perché il nome del canale è KURZGESAGT, è tedesco ma loro fanno video in lingua inglese (anche perché altrimenti noi non li potremmo seguire). Vista la difficoltà oggettiva della pronuncia della parola loro affiancano sempre la traduzione in inglese cioè “in a Nutshell”. Possiamo immaginare che abbiamo aperto il canale per gioco, come un esperimento e quindi gli abbiano dato il nome più opportuno nella loro lingua. Poi la cosa è diventata seria (hanno più di 10 milioni di iscritti adesso) e il nome non si poteva mica cambiare. Questo è il classico esempio di quanto un nome fa la differenza. Ogni volta che noi vogliamo consigliare questo canale a qualcuno dobbiamo andare su YouTube, cercare tra le nostre iscrizioni e copiare il link da inviare. Se il nome fosse stato più facile da pronunciare riusciremmo ad evitarci questa piccola perdita di tempo. Noi adoriamo veramente il canale perciò non è un problema fare ogni volta questa tiritera per farlo conoscere ad altri ma se fosse un’azienda, di cui dobbiamo parlare ad un amico… faremmo questo sforzo? O abbandoneremmo?

Naming con Pronuncia Equivocabile

L’esempio più lampante che mi viene in mente è Eataly. Un nome geniale, il massimo della creatività ma… ci c’è un ma… se lo pronunci e qualcuno non lo conosce pensa che sia “Italy” ovviamente, perciò ogni volta dovrai dire: “Eataly come Italia in inglese ma al posto di I-T davanti metti E-A-T cioè mangiare… capito?”. Se il tuo interlocutore è poco reattivo questa spiegazione si protrae per qualche minuto :(. In questo caso sicuramente il gioco vale la candela perché, ribadisco, è un nome talmente creativo che non si può non amarlo MA… in altri casi per ricorrere a strani mix di parole si rischia di creare solo confusione con una pronuncia equivocabile perciò il consiglio è di prediligere sempre la semplicità, optare per quello che è più comprensibile anche solo nell’azione di pronunciarlo.

Naming in Lingue Straniere

Dipende dal tipo di azienda, dai suoi prodotti o servizi, ma scegliere un nome in lingua straniera può risultare una scelta inadeguata. A volte per sembrare internazionali si rischia che i nostri veri clienti non riescano a ricordare il nostro nome o peggio, non capiscono che vuol dire. Questo tipo di nomi ha la problematica contraria a quelli in dialetto riportati sopra, cioè per lasciare le porte aperte a possibili esportazioni globali poi si chiudono ai nostri clienti iniziali, al vero e proprio target, almeno al target di quando si inizia che è quello del circondario. Pensa ad IKEA, il nome è un acronimo (vedi il nostro articolo sui tipi di nomi), che contiene le iniziali del suo fondatore più altre due iniziali dei posti ai quali era legato. La parola non suona tipicamente svedese, o comunque risulta facile da pronunciare per ogni lingua, è quasi una parola senza “terra” – “neutra” si potrebbe dire. Mentre per i prodotti IKEA ha fatto una scelta più coraggiosa, almeno dal punto di vista degli anni in cui lo ha fatto, cioè usare nomi in svedese. Se avesse usato una parola svedese, come suono e pronuncia, per il suo nome forse avrebbe avuto qualche difficoltà nell’esportazione del marchio fuori dai suoi confini mentre darlo ai prodotti è stato un segno di caratterizzazione, una scelta ragionata. I nomi svedesi dati ai suoi mobili sono parte della comunicazione globale di uno stile nordico che si coordina con il design, lo stile di vita proposto e una sorta di mentalità trasmessa in ogni piccolo dettaglio.

Si possono creare nomi in altre lingue ma bisogna sempre chiedersi se sono facili da digerire per il proprio target attuale, che molto spesso è del nostro stesso paese, ma anche per target futuri. Sai che quando creano il nome di una nuova automobile vengono fatte ricerche per capire se le proposte da vagliare hanno significati negativi o equivocabili in altre lingue e se sono facili da pronunciare globalmente?

Conclusione

Nel dubbio, evita queste tipologie o se non fai questo di lavoro affidati ad un professionista o un’agenzia (come noi 🙂 ) che è in grado di farlo al posto tuo. Come dice il detto: “non devi chiederti quanto costa un professionista ma quanto ti costerà un dilettante!”

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