Naming: tutti i tipi

Avrai notato che nei nomi delle aziende conosciute ricorrono delle categorie? In questo articolo elenchiamo tutti i tipi o categorie nel quale rientrano, se cerchi spunti per fare naming qui ne troverai.

Naming MIX

È un classico che funziona sempre. Si prendono 2 o più parole o concetti che esprimono le caratteristiche dell’azienda e si combinano insieme. A volte possono risultare un po’ deboli e poco ricordabili ma complessivamente sono un ottima soluzione.

Qualche esempio:

  • Accenture (ACCENt on the fuTURE)
  • Vodafone (VOice, DAta, TeleFONE)
  • Skype (sky + peer-to-peer)
  • Wikipedia (wiki + encyclopedia)
  • Netscape (net + seascape)
  • Travelocity (travel + velocity)
  • Eataly (eat + Italy)

Naming Percezione

È una tecnica evocativa, che punta a creare un concetto nell’immaginario del cliente.

Qualche esempio:

  • Alienware (hardware alieno)
  • Footlocker (l’armadietto del piede)

Naming Astratto

Una delle tipologie che ci piacciono di più è quella dei nomi astratti. Questi tipi di nome possono essere anche parole di senso compiuto ma senza un evidente collegamento diretto con l’impresa. Questo tipo di naming è eccentrico il che fa si che il nome venga ricordato nel tempo. Il contro di questi nomi è che si rischia di essere percepiti come poco professionali, “divertenti” ma senza peso. Nel film Forrest Gump il protagonista evidenzia in una battuta la mancanza di attinenza tra il nome dell’azienda Apple e i suoi prodotti dicendo “Non tornai più a lavorare con il Tenente Dan. Però lui curava i miei soldi della Buba Gump! E me li fece investire in una specie di società di frutta”.

Qualche esempio:

  • Apple
  • Amazon
  • Google

Naming con Prefissi o Suffissi

Questa è una tecnica molto furba e veloce, si prendono delle parole di tendenza di quel settore e si usano da prefissi o suffissi in aggiunta ad un nome che di suo è banale. Abbiamo un’articolo che elenca solo alcune di queste paroline magiche per aiutarti, dagli un’occhiata qui >

  • Acura (acu sta per accurate, comunica precisione)
  • Spotify (ify finale poi è stato adottato da molti successivamente, vedi shopify)

Naming Acronimi

Questa è veramente la tecnica più classica che esiste nel fare naming, mi sento di dire che è l’unica per cui non è necessario il nostro lavoro (di creativi) perché in sostanza è prendere iniziali dei soci o fondatori o iniziali di cose che piacciono ai fondatori e metterle insieme. C’è da dire una cosa, non tutte le sigle che possono uscir fuori da questa soluzione “suonano bene”. In un altro nostro articolo parliamo di come si fa a scegliere il nome aziendale adatto e un passaggio fondamentale è la così-detta prova telefono, cioè quanto il nome è facile da dire ad altri e orecchiabile. Anche inventare un acronimo, tutto sommato, potrebbe richiedere l’intervento di un professionista altrimenti si rischia di avere come nome una di quelle sigle anonime e facilmente confondibili, tipo FRT serramenti (speriamo che non esiste veramente, se si non ce ne vogliano 🙂 ) o DLC assicurazioni.

Alcuni esempi:

  • IBM
  • BMW
  • IKEA (suoni bene)
  • Adobe
  • Fiat

Naming Fondatori

Quando l’azienda prende il nome direttamente da chi l’ha fondata o dai soci più rilevanti. Si usava molto nelle prime agenzie di pubblicità, per esempio. Serviva a creare una connessione tra i clienti e il viso che rappresentava per loro l’azienda, il viso che conoscevano, valeva la regola del “metterci la faccia” letteralmente. Questa presenta un problema che al tempo stesso, in alcuni casi, è un vantaggio, cioè quando il fondatore o i soci che hanno dato il nome non sono più operativi il nome perde molto del senso. In alcuni casi quella che sembra una problematica invece crea quell’immagine solida e di fiducia di un’azienda che rimane coerente con i valori di chi gli ha dato i natali, dimostrando che quei valori sono estemporanei e che reggono ai cambiamenti culturali di generazione in generazione. Un altro meccanismo che funziona nei nomi di questo genere è che chi non conosce l’azienda probabilmente cercherà online quel nome e sarà messo davanti alla pagina di Wikipedia che gli farà scoprire da quanto tempo esiste, suscitando forse meraviglia e sicuramente stima.

Alcuni esempi:

  • Goldman Sachs
  • JP Morgan
  • Amando Testa
  • Dell (fondatore Michael Dell)

Naming Descrittivo o Generico

Il nome dell’azienda contiene esplicitamente quello di cui si occupa. Secondo noi è una pessima scelta perché se l’azienda espande o cambia la gamma di prodotti o servizi il nome non la rappresenta più. Mentre il logo o il marchio dell’azienda possono essere cambiati, si può fare un restyling, il nome deve rimanere sempre lo stesso altrimenti si perde tutta la “notorietà” acquisita negli anni. Per intenderci se “pizza e polli”, dopo qualche anno, decide di proporre anche dei primi dovrà comunicarlo cliente per cliente perché dal nome non si evince. Anche se questa tecnica non ci piace ci sono esempi validi, e tutti questi lo sono perché non hanno mai variato quello di cui si occupano.

Alcuni esempi:

  • Burger King
  • Poltrone e Sofà
  • la Stampa
  • General Motors
  • American Airlines

Conclusione

Dopo aver visto tutti i tipi di nomi aziendali che si possono creare hai un gran mal di testa? Pensi di non essere in grado di crearne uno efficace, almeno non in tempo per quando devi avviare la tua attività? Puoi affidarti a noi che lo facciamo per lavoro, vai alla nostra pagina contatti >

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