Naming: guida definitiva

Intro

Naming: perché è importante

La scelta del nome aziendale spesso viene sottovalutata. Un’azienda agli inizi pensa che ci siano problemi più importanti a cui dedicare attenzione ed energie, ma è un grosso errore perché il nome te lo porterai dietro per tutta la vita dell’azienda o se deciderai di cambiarlo ti costerà caro.

Il nome dell’azienda è il primo ingrediente che entra in gioco nella sfida per rimanere nella testa dei propri possibili clienti. Per questo motivo la scelta deve essere effettuata con cautela e criterio. Ovviamente ci sono sempre le eccezioni, colpi di fortuna che funzionano senza troppi retroscena.

Il nome dell’azienda dovrebbe rappresentare quello che l’azienda vuole trasmettere. Quindi per fare naming è importante conoscere l’azienda, i suoi principi/valori, le sue strategie e il suo pubblico di riferimento, il settore e la sua concorrenza.

Qualsiasi nome può sembrare VALIDO una volta affermato, ma probabilmente perché l’azienda è stata brava a costruire un’immagine di se stessa forte attraverso la comunicazione. Un nome è ben fatto quando ha determinate caratteristiche che prescindono dalla forza dell’azienda che c’è dietro. Per dirla in parole povere, BMW è un nome valido quanto lo è SPG di Michele Rossi (ferramenta sotto casa), cioè se non ci fosse dietro il lavoro di anni, la qualità dell’azienda che rappresenta e la forza di comunicazione della stessa non lo ricorderebbe nessuno. In questo articolo prendiamo in considerazione come inventare un nome che funzioni già da sé, che faccia il suo sporco lavoro indipendentemente dal resto del baraccone.

Il naming è un’attività complessa che non dovrebbe esser “fai-da-te”. Ci è capitato 1 caso su 1000 in cui l’azienda ha inventato il proprio nome senza sbagliare (se ci scrivete in privato su facebook vi raccontiamo anche il caso). Nella maggior parte dei casi l’azienda incappa in uno dei problemi che raccontiamo nell’articolo (leggilo tutto se sei curioso di sapere quali).  Il prezzo per un nome aziendale sbagliato, come quello per un logo o un marchio sbagliato, è alto. Vale sempre la regola del “non chiederti quanto ti costa una lavoro di un professionista ma quanto ti costa quello di un dilettante”.

Elenco dei tipi

Naming: tutti i tipi

Avrai notato che nei nomi delle aziende conosciute ricorrono delle categorie? In questo articolo elenchiamo tutti i tipi o categorie nel quale rientrano, se cerchi spunti per fare naming qui ne troverai.

Naming MIX

È un classico che funziona sempre. Si prendono 2 o più parole o concetti che esprimono le caratteristiche dell’azienda e si combinano insieme. A volte possono risultare un po’ deboli e poco ricordabili ma complessivamente sono un ottima soluzione.

Qualche esempio:

  • Accenture (ACCENt on the fuTURE)
  • Vodafone (VOice, DAta, TeleFONE)
  • Skype (sky + peer-to-peer)
  • Wikipedia (wiki + encyclopedia)
  • Netscape (net + seascape)
  • Travelocity (travel + velocity)
  • Eataly (eat + Italy)

Naming Percezione

È una tecnica evocativa, che punta a creare un concetto nell’immaginario del cliente.

Qualche esempio:

  • Alienware (hardware alieno)
  • Footlocker (l’armadietto del piede)

Naming Astratto

Una delle tipologie che ci piacciono di più è quella dei nomi astratti. Questi tipi di nome possono essere anche parole di senso compiuto ma senza un evidente collegamento diretto con l’impresa. Questo tipo di naming è eccentrico il che fa si che il nome venga ricordato nel tempo. Il contro di questi nomi è che si rischia di essere percepiti come poco professionali, “divertenti” ma senza peso. Nel film Forrest Gump il protagonista evidenzia in una battuta la mancanza di attinenza tra il nome dell’azienda Apple e i suoi prodotti dicendo “Non tornai più a lavorare con il Tenente Dan. Però lui curava i miei soldi della Buba Gump! E me li fece investire in una specie di società di frutta”.

Qualche esempio:

  • Apple
  • Amazon
  • Google

Naming con Prefissi o Suffissi

Questa è una tecnica molto furba e veloce, si prendono delle parole di tendenza di quel settore e si usano da prefissi o suffissi in aggiunta ad un nome che di suo è banale. Dai un’occhiata alla lista >

  • Acura (acu sta per accurate, comunica precisione)
  • Spotify (ify finale poi è stato adottato da molti successivamente, vedi shopify)

Naming Acronimi

Questa è veramente la tecnica più classica che esiste nel fare naming, mi sento di dire che è l’unica per cui non è necessario il nostro lavoro (di creativi) perché in sostanza è prendere iniziali dei soci o fondatori o iniziali di cose che piacciono ai fondatori e metterle insieme. C’è da dire una cosa, non tutte le sigle che possono uscir fuori da questa soluzione “suonano bene”. In un altro nostro articolo parliamo di come si fa a scegliere il nome aziendale adatto e un passaggio fondamentale è la così-detta prova telefono, cioè quanto il nome è facile da dire ad altri e orecchiabile. Anche inventare un acronimo, tutto sommato, potrebbe richiedere l’intervento di un professionista altrimenti si rischia di avere come nome una di quelle sigle anonime e facilmente confondibili, tipo FRT serramenti (speriamo che non esiste veramente, se si non ce ne vogliano 🙂 ) o DLC assicurazioni.

Alcuni esempi:

  • IBM
  • BMW
  • IKEA (suoni bene)
  • Adobe
  • Fiat

Naming Fondatori

Quando l’azienda prende il nome direttamente da chi l’ha fondata o dai soci più rilevanti. Si usava molto nelle prime agenzie di pubblicità, per esempio. Serviva a creare una connessione tra i clienti e il viso che rappresentava per loro l’azienda, il viso che conoscevano, valeva la regola del “metterci la faccia” letteralmente. Questa presenta un problema che al tempo stesso, in alcuni casi, è un vantaggio, cioè quando il fondatore o i soci che hanno dato il nome non sono più operativi il nome perde molto del senso. In alcuni casi quella che sembra una problematica invece crea quell’immagine solida e di fiducia di un’azienda che rimane coerente con i valori di chi gli ha dato i natali, dimostrando che quei valori sono estemporanei e che reggono ai cambiamenti culturali di generazione in generazione. Un altro meccanismo che funziona nei nomi di questo genere è che chi non conosce l’azienda probabilmente cercherà online quel nome e sarà messo davanti alla pagina di Wikipedia che gli farà scoprire da quanto tempo esiste, suscitando forse meraviglia e sicuramente stima.

Alcuni esempi:

  • Goldman Sachs
  • JP Morgan
  • Amando Testa
  • Dell (fondatore Michael Dell)

Naming Descrittivo o Generico

Il nome dell’azienda contiene esplicitamente quello di cui si occupa. Secondo noi è una pessima scelta perché se l’azienda espande o cambia la gamma di prodotti o servizi il nome non la rappresenta più. Mentre il logo o il marchio dell’azienda possono essere cambiati, si può fare un restyling, il nome deve rimanere sempre lo stesso altrimenti si perde tutta la “notorietà” acquisita negli anni. Per intenderci se “pizza e polli”, dopo qualche anno, decide di proporre anche dei primi dovrà comunicarlo cliente per cliente perché dal nome non si evince. Anche se questa tecnica non ci piace ci sono esempi validi, e tutti questi lo sono perché non hanno mai variato quello di cui si occupano.

Alcuni esempi:

  • Burger King
  • Poltrone e Sofà
  • la Stampa
  • General Motors
  • American Airlines
Nomi che possono dare problemi

Naming: nomi che possono dare problemi

In questo articolo andiamo ad analizzare tutte quelle categorie di naming che possono, ma non lo fanno necessariamente, creare problemi. Molti dei difetti di queste categorie sono al tempo stesso anche pregi. Diciamo che, se si vuole andare sul sicuro, si possono evitare queste categorie… da valutare caso per caso.

Naming con Numeri

Anche se il nostro nome aziendale è proprio uno di questi ammettiamo che può dare dei problemi. Per esempio ogni volta che dobbiamo dettarlo al telefono dobbiamo specificare “2dispari col 2 scritto a numero” e non a lettere (Due Dispari). I nomi che contengono numeri spesso però hanno dei vantaggi, cioè si distinguono dagli altri e nelle liste di aziende in ordine alfabetico risultano tra i primi.

Naming in Latino

Diciamocelo… ormai risultano un po’ scontati, a volte la parola in latino non discosta troppo dalla sua corrispettiva in italiano perciò sembra una forzatura. A volte si rischia di voler sembrare acculturati senza ragioni. In rari casi la parola è orecchiabile, al tempo stesso originale e piacevole, senza risultare “scontata” o inflazionata.

Naming in Dialetto

Sono molto simpatici e caratterizzano l’azienda dandogli una forte connotazione locale o uno stretto collegamento al territorio dal quale proviene. Possono dare il problema di sembrare provinciali o limitanti. Se si sta creando un’azienda che vorrà esportare anche all’estero sarà possibile che il nome non venga compreso. Se si parla di cibo o vini, questa caratterizzazione può anche essere motivo di vanto. Basta pensare a tutti i vini che hanno come nome proprio l’area geografica, in quel caso la loro provincialità è anche la loro forza.

Due esempi che a noi piacciono:

‘Na Biretta

Maria ‘pe Roma

Naming Difficile da pronunciare

Esiste un canale YouTube che parla di scienza, ricerca e molto altro in un modo semplice per tutti, attraverso video animati e colorati. Noi amiamo questo canale e vediamo i loro video costantemente ma ogni volta che vogliamo consigliarlo ad un amico o ad un cliente non riusciamo a farlo. Perché? Perché il nome del canale è KURZGESAGT, è tedesco ma loro fanno video in lingua inglese (anche perché altrimenti noi non li potremmo seguire). Vista la difficoltà oggettiva della pronuncia della parola loro affiancano sempre la traduzione in inglese cioè “in a Nutshell”. Possiamo immaginare che abbiamo aperto il canale per gioco, come un esperimento e quindi gli abbiano dato il nome più opportuno nella loro lingua. Poi la cosa è diventata seria (hanno più di 10 milioni di iscritti adesso) e il nome non si poteva mica cambiare. Questo è il classico esempio di quanto un nome fa la differenza. Ogni volta che noi vogliamo consigliare questo canale a qualcuno dobbiamo andare su YouTube, cercare tra le nostre iscrizioni e copiare il link da inviare. Se il nome fosse stato più facile da pronunciare riusciremmo ad evitarci questa piccola perdita di tempo. Noi adoriamo veramente il canale perciò non è un problema fare ogni volta questa tiritera per farlo conoscere ad altri ma se fosse un’azienda, di cui dobbiamo parlare ad un amico… faremmo questo sforzo? O abbandoneremmo?

Naming con Pronuncia Equivocabile

L’esempio più lampante che mi viene in mente è Eataly. Un nome geniale, il massimo della creatività ma… ci c’è un ma… se lo pronunci e qualcuno non lo conosce pensa che sia “Italy” ovviamente, perciò ogni volta dovrai dire: “Eataly come Italia in inglese ma al posto di I-T davanti metti E-A-T cioè mangiare… capito?”. Se il tuo interlocutore è poco reattivo questa spiegazione si protrae per qualche minuto :(. In questo caso sicuramente il gioco vale la candela perché, ribadisco, è un nome talmente creativo che non si può non amarlo MA… in altri casi per ricorrere a strani mix di parole si rischia di creare solo confusione con una pronuncia equivocabile perciò il consiglio è di prediligere sempre la semplicità, optare per quello che è più comprensibile anche solo nell’azione di pronunciarlo.

Naming in Lingue Straniere

Dipende dal tipo di azienda, dai suoi prodotti o servizi, ma scegliere un nome in lingua straniera può risultare una scelta inadeguata. A volte per sembrare internazionali si rischia che i nostri veri clienti non riescano a ricordare il nostro nome o peggio, non capiscono che vuol dire. Questo tipo di nomi ha la problematica contraria a quelli in dialetto riportati sopra, cioè per lasciare le porte aperte a possibili esportazioni globali poi si chiudono ai nostri clienti iniziali, al vero e proprio target, almeno al target di quando si inizia che è quello del circondario. Pensa ad IKEA, il nome è un acronimo (vedi il nostro articolo sui tipi di nomi), che contiene le iniziali del suo fondatore più altre due iniziali dei posti ai quali era legato. La parola non suona tipicamente svedese, o comunque risulta facile da pronunciare per ogni lingua, è quasi una parola senza “terra” – “neutra” si potrebbe dire. Mentre per i prodotti IKEA ha fatto una scelta più coraggiosa, almeno dal punto di vista degli anni in cui lo ha fatto, cioè usare nomi in svedese. Se avesse usato una parola svedese, come suono e pronuncia, per il suo nome forse avrebbe avuto qualche difficoltà nell’esportazione del marchio fuori dai suoi confini mentre darlo ai prodotti è stato un segno di caratterizzazione, una scelta ragionata. I nomi svedesi dati ai suoi mobili sono parte della comunicazione globale di uno stile nordico che si coordina con il design, lo stile di vita proposto e una sorta di mentalità trasmessa in ogni piccolo dettaglio.

Si possono creare nomi in altre lingue ma bisogna sempre chiedersi se sono facili da digerire per il proprio target attuale, che molto spesso è del nostro stesso paese, ma anche per target futuri. Sai che quando creano il nome di una nuova automobile vengono fatte ricerche per capire se le proposte da vagliare hanno significati negativi o equivocabili in altre lingue e se sono facili da pronunciare globalmente?

Come si fa

Naming: come si fa

In questo articolo spieghiamo come procediamo Noi (2dispari) quando ci viene chiesto di fare naming.

Caratteristiche fondamentali

  • memorizabile
  • originale
  • orecchiabile

Caratteristiche preferibili

  • corto o non troppo lungo
  • versatile
  • internazionale
  • gradevole

Intervista al cliente

Come detto nell’introduzione, per fare naming bisogna conoscere l’azienda per il quale si sta creando il nome. Quindi noi iniziamo chiedendo quante più informazioni possibili al cliente. Cosa differenzia l’azienda dalla concorrenza, perché il cliente dovrebbe comprare il prodotto? I valori, gli obiettivi, etc.

Concorrenza

Conoscere la concorrenza serve a saperne di più del settore del proprio cliente, perché di base potremo non saperne molto. Molti settori non hanno grande fantasia nei nomi e quindi possiamo fare meglio molto facilmente, magari hanno tutti nomi “descrittivi” (leggi il nostro articolo sui tipi differenti di nomi). In ogni caso quando si fa naming lo scopo da tenere a mente è far distinguere l’azienda, quindi bisogna conoscere gli “altri” per poter ottenere questo risultato fondamentale.

Conoscienza

Cerchiamo online e non, tutte le informazioni possibili sul prodotto. Le curiosità, i personaggi legati ad esso. Facendo questo usciranno fuori una serie di parole e concetti con cui, per esempio, possiamo fare uno dei tipi di naming elencati in questo nostro articolo.

Brain Storming

Fondamentalissimo in ogni lavoro creativo è il processo di brainstorming, su cui probabilmente scriveremo un articolo a parte. Per non dilungarci su questo argomento di rilievo diciamo solo che è il momento in cui i creativi tirano giù qualsiasi e ribadisco qualsiasi idea gli passa per la loro testolina colorata.

Spesso il problema di fare brainstorming è proprio che il team è “bloccato” non perché non ha idee ma perché non ha la confidenza o la fiducia per sparare qualsiasi sciocchezza sul tavolo delle proposte. Nel brainstorming la regola fondamentale e dire tutto quello che si pensa, senza sopraffare gli altri, senza prendere in giro o mortificare se l’idea altrui sembra troppo stupida perché quasi sempre si parte da quella che apparentemente è un’idea stupida o inutile che però ha qualcosa di utilizzabile e a forza di colpi di lima e di correzioni in gruppo si arriva al concetto tanto bramato, l’Idea con la I maiuscola.

L’idea non è sempre un miracolo, spesso è frutto di tecniche e passaggi replicabili, poi è ovvio che la componente “creatività individuale” svolge un ruolo importante. Come per gli sportivi, c’è chi ha capacità innate che arriva all’obiettivo più facilmente e chi non le ha e deve allenarsi molto per ottenere lo stesso risultato (molto interessanti, a riguardo, questo articolo e quest’altro).

Quando si fa brainstorming ricordarsi che un pizzico di follia non guasta e che se ci si mette l’anima, come in tutto, viene qualcosa di buono. A riguardo ci piace fare l’esempio di Mercedes e Lisa, il primo è il nome della nota casa automobilistica tedesca e il secondo è il nome di uno dei primi computer prodotti della Apple, cosa hanno in comune? Follia e Anima.
Nessun imprenditore si sognerebbe di dare alla propria azienda o ad uno dei suoi prodotti il nome di sua figlia, ma i due esempi qui sopra rappresentano proprio quello. Se il solo sentire il nome di tua figlia ti da la forza per scalare l’Everest perché non chiamarci la tua azienda? Ogni volta che lo sentirai dire a qualcuno ti farà star bene, solo per questo sarai motivato a farlo dire a più persone possibili, altro che campagne di brand awarness. Sai che in alcuni pezzi dei film Pixar ci sono personaggi di loro altri film, perché? Perché ci hanno messo l’anima in quei film e un pizzico di follia, e il risultato è fantastico. Vedi questo video per approfondire.

Ultima consiglio quando si fa naming, azzardare! Richiamiamo in causa sempre lo stesso nome, lo so, ma sinceramente oggi possiamo affermare con certezza che l’eccentricità del nome Apple ha giocato a suo favore, ma avreste mai azzardato negli anni ’70 a chiamare un’azienda di computer col nome di un frutto? Se siete dei creativi, avreste avuto il coraggio di proporlo ad un vostro cliente?

Controllo

Non sempre viene richiesto dal cliente, e per quanto ci riguarda ha un costo a parte, ma è molto importante controllare che i nomi creati non siano già presenti e magari anche registrati presso l’ufficio marchi e brevetti. Questa verifica comporta tempo, per questo nel caso della nostra agenzia viene proposta con un costo aggiuntivo, ma è importantissima al fine di non rischiare sia di risultare “copioni” e sia sanzioni e l’obbligo di rimozione del nome da tutti i supporti su cui è stato utilizzato.

Oltre alla verifica “base” ormai, sempre secondo il nostro modesto parere, va fatta anche un controllino per vedere se sono liberi: nome a dominio (www.quellochevuoi.com); nome su facebook; nome su instagram; etc;
Questa analisi è importante perché si rischia di dover aggiungere prefissi o suffissi al nome dell’azienda per poter attivare il proprio nome su uno di questi media. Molto spesso ci capitano clienti che sottovalutano questo aspetto all’inizio e poi si rendono conto di quanto li penalizzi. Un esempio, completamente inventato, è un ristorante giapponese che decide di chiamarsi “fiore di loto”. Ovviamente non troverà libero né un nome a dominio diretto e senza fronzoli per il proprio sito, né troverà libero un nome su Facebook e sarà costretto ad aggiungere parole che ne renderanno più difficile la memorizzazione da parte dei clienti finali. Per esempio il sito magari sarà “www.fiorediloto-ristorante-roma.it” la pagina facebook invece “fiorediloto-ristorante-official” (perché c’è già qualcuno che si è preso “fiorediloto-ristorante-roma”). Tutto ciò vanifica completamente gli sforzi per essere trovati online o per innescare il passaparola. Vi immaginate a dover dire ad un amico al telefono: “il menù è sulla loro pagina facebook che si chiama fiorediloto tutto attaccato, poi trattino alto ristorante e di nuovo trattino alto official”. Putroppo spesso avviene questo perché quando si avvia l’attività non ci si affida ad un’agenzia di comunicazione che se ne preoccupa. Non per vantarci ma noi ci chiamiamo 2dispari è per noi non è stato un problema trovare tutto i nomi liberi, a noi basta dire “ci trovi su qualsiasi piattaforma cercando 2dispari”, non è più semplice?

Se vuoi approfondire i molteplici significati del nostro nome e come lo abbiamo concepito leggi questo articolo.

La verifica spesso comporta dover optare per un nome che si era classificato secondo, quindi che ci sembrava meno efficace o meno originale ma che almeno non infrange copyright e che è consistente su qualsiasi piattaforma social o online.

PS piccolo consiglio, appena scoprite un nuovo social network o un nuovo servizio che consente di creare un account, se avete un’azienda, aggiudicatevi subito il vostro nome li, perché quando diventerà un nuovo trend (vedi instagram ai giorni d’oggi) potrebbe esser troppo tardi, qualcun’ altro potrebbe aver preso possesso di quel nome al posto vostro.

Il nostro schema per fare naming

Qui sotto trovate lo schema che seguiamo ogni volta che dobbiamo fare naming. Dopo aver acquisito le informazioni dal cliente e dopo aver fatto una lunga ricerca cominciamo a riempire le 3 colonne che seguono, nell’esempio che vedete c’è il lavoro VERO fatto per un cliente che distribuisce Tè e Tisane.

Nomi SpuntoParole e ConcettiNomi Creati
estathè, twinings, lipton, pompadour, eraclealoto, bon, liberty, iride, stelo, fioritura, colore, profumo, brezza, fragranzaellade , ella, gulàn, laxa, relaxa (troppo lassativo), omaha, requi, requie, rajana, leas, calmea, keep calm, smooth,
morbida, bloom , tistè , tistea, primavera, petali d’oro, di stelo in tazza, fiorinatura, naturalax,
sorsi di profumo, assapore, sorseggio (troppo nespresso)

Piccoli trucchi

All’inizio buttiamo giù concetti e parole che ruotano intorno all’argomento, poi spesso da queste prime parole ne cominciano a uscire in modo naturale molte altre che a loro volta ruotano intorno alle prime. Si crea una sorta di sistema solare delle parole con il sole, i pianeti e i satelliti.

Quando ci blocchiamo, cominciamo a vedere le traduzioni delle parole che ci interessano di più in tutte le lingue possibili e immaginabili, non perché vogliamo utilizzare la parola in un altra lingua ma perché a volte troviamo dei suoni o delle porzioni di parola che ci piacciono e che non abbiamo mai visto e sentito (quindi originali). A volte cercare in altre lingue ci serve solo a sbloccare il blocco creativo. Visto che creare nomi completamente inventati è una delle cose più difficili spesso aiuta partire da parole esistenti ma di lingue a noi sconosciute o dialetti.

Caratteristiche del prodotto, prendiamo delle peculiarità come colore, peso, altezza, etc. e da li partiamo per cercare spunti, sempre per superare un empass.

Prendiamo le parole segnate e le proviamo cambiandogli le vocali o le consonanti, sia generando parole che hanno senso sia non. Esempio se abbiamo la parola “mela” cominciamo a scrivere “mera”,”mena”, “male”, “vela”, etc.

Ogni volta che facciamo una sessione per creare nomi la alterniamo con del riposo, stacchiamo e facciamo altro o addirittura facciamo passare un giorno o due senza rivedere i nomi ideati, perché a volte ci si accorge dell’idiozia o del genio solo quando questi hanno stagionato un po’.

Cerchiamo ispirazione da tutto, andiamo in giro, al ristorante, ad una mostra o semplicemente a fare una passeggiata perché le idee vengono da qualsiasi direzione, non hanno un percorso segnato da rotaie. Un creativo alimenta la sua creatività attingendo a qualsiasi fonte. Un esempio? Qualche settimana fa era a mangiare ad un mercato rionale e per caso c’erano dei ceramisti che esponevano le proprie opere, a me non piace la ceramica ma mi sono interessato e alcuni dei motivi, dei colori, delle venature di quelle opere mi hanno ispirato nei giorni a venire per la creazione di un logo per un cliente.

Chiedi ai bambini, loro a differenza degli adulti non hanno “freni” creativi e spesso sono fonte di ispirazione.

Prova telefono

C’è un test su tutti che a noi ha sempre dato un riscontro su quanto funzioni un nome creato da noi, cioè la prova telefono. Si deve immaginare di dire al telefono il nome creato e immaginare come reagirebbe il possibile interlocutore.
Se chiede lo spelling magari il nome è un acronimo o è composto da parole straniere poco conosciute o peggio ancora è difficili da pronunciare.
Se viene chiesta solo una conferma è sintomo che il nome è comprensibile ma forse originale e mai sentito prima.
Se lo ripete senza problemi forse è scontato. Questa prova potrebbe sembrare assurda o poco professionale, ma fidati! È fondamentale! È come quando si ragiona sul nome da dare ad un figlio, hai presente la scena di Verdone in cui dice: “Kevin, c’ha possenza!”? Ecco col nome della tua azienda devi fare lo stesso tipo di prova.

E se non viene in mente nulla?

Se dopo tutto questo articolo non ti si smuove nulla tra le sinapsi allora prova a dare un’occhiata a questo nostro articolo, dove trovi un elenco di prefissi e suffissi “magici” da poter utilizzare per tirar fuori almeno qualcosa di decente. Un’esempio? Dopo che Spotify si è affermato molti altri hanno cominciato ad utilizzare il suffisso “ify”, vedi Shopify (famosa piattaforma di e-commerce).

Come si sceglie

Naming: Come si sceglie?

Di certo non basandosi su quello che piace di più a noi, che lo abbiamo ideato, o a quello che piace di più al cliente, che ce lo ha commissionato. Prima cosa: scremiamo! Come? Facciamo passare una notte, che porta sempre consiglio. Il giorno dopo evidenziamo tipo tag-cloud i nomi usciti fuori, più grandi ci convincono di più e più piccoli meno. Quelli che il giorno dopo sembrano complete idiozie vengono cancellati perché non devono continuare ad alimentare dubbi e non dobbiamo giustificare al cliente il nostro lavoro con quantità ma con qualità.

Focus Group

Trova un gruppo di persone che rappresentano il target e chiedigli di riempire dei moduli dove possano scrivere le sensazione che hanno sul nome potenziale, a cosa gli fa pensare ognuno dei nomi tirati fuori, etc.

Se non hai a disposizione un focus group ripiega su amici, colleghi, gente al bar sotto casa, insomma chiunque possa rappresentare il pubblico di riferimento. Spesso dei parei utili arrivano anche da chi non rappresenta il target, quindi parlane proprio con chiunque.

Sondaggi

Pubblica dei sondaggi online o distribuisci una versione cartacea riguardante i tuoi prodotti e i nomi potenzialmente associati e vedi su quali hai più responsi positivi.

Design

Facciamo delle bozze grafiche molto velocemente per vedere se l’identità prende forma naturalmente. Poi applichiamo il logo/marchio bozza su vari supporti per finta, ad esempio sito, pagina facebook, scatole, biglietti da visita, etc. In questo modo vediamo se il nome “regge” l’impatto con la realtà e se è efficace come pensavamo. Solo dopo aver scelto il nome definitivo ovviamente lavoreremo alla creazione del logo o del marchio (se non sai la differenza di consigliamo di leggere questo nostro articolo).

Test su Mercato

Pubblica annunci online usando per ogni annuncio uno dei nomi papabili. Vedi quale viene preferito dai clienti a suon di portafoglio.

Quando cambiare nome

Naming: quando cambiare nome ad un’azienda già avviata?

Cambiare nome ad un’azienda che è sul mercato da qualche anno rappresenta una perdita di soldi enorme. Perché? Prima di tutto l’azienda avrà usato il nome come logo e lo avrà stampato su tanti supporti, di molti ne avrà rimanenze che non potranno più essere utilizzate e dovranno finire nel cestino. Secondo avrà speso molti soldi per promuovere il nome dell’attività e farlo conoscere, quello che nel gergo della comunicazione viene chiamato brand awareness. Ricominciando si perde molto di quel valore acquisito con anni di esborsi economici. Terso e ultimo punto, i clienti conoscono l’azienda con un determinato nome, raggiungerli tutti e informarli del cambio è già oneroso di suo in più va considerato che dovrà esser giustificata in qualche modo la scelta del cambio, non si potrà candidamente ammettere che il nome vecchio presentava dei problemi… il danno di immagine può causare un danno economico ancor più grande.

Ovviamente cambiare nome ad un’azienda già esistente e con una storia sarebbe da evitare ed è sicuramente un’operazione complessa, da pianificare bene e supportata da una strategia. Ci è capitato di doverlo fare sia con nostri clienti che con una nostra attività e sappiamo bene cosa vuol dire.

Un’azienda esistente deve valutare di cambiare nome quando:

  • viene confusa con un suo concorrente (grave)
  • anche i clienti affezionati non ne ricordano il nome (grave)
  • ha fatto errori che gli sono costati la reputazione (grave)
  • il nome trasmette valori non al passo coi tempi
  • l’azienda ha cambiato rotta rispetto alle sue origini
    (vedi Apple Computer trasformata in Apple)

In conclusione, non basta la creatività (tutti possono avere un momento creativo) per creare un nome valido, serve rispettare una serie di criteri. Nessuno può garantire la riuscita di un’impresa quando questa sta nascendo, anche se ha tutti i buoni presupposti ma di certo la scelta del nome concorre in modo importante.

Una volta un cliente ci disse… noi in 2 mesi abbiamo tirato fuori solo schifezze e voi in 1 settimana tutti questi nomi fichi che non sappiamo quale scegliere.

Prefissi e Suffissi Magici

Naming: Prefissi e Suffissi Magici

Questo articolo è un elenco di spunti in inglese per quando si è in crisi sull’inventare un nome per un’azienda o un prodotto. Esistono delle paroline jolly che ci aiutano quando proprio non viene nulla in mente. Pensa che un’azienda che conosciamo si occupa di suggerire nomi a dominio quando quello che cerchi non è disponibile e molto spesso i suggerimenti usano alcune delle parole (prefissi o suffissi) che trovi qui.

Per aiutarti li abbiamo divisi per macro-generi.

PREFISSI

Colori

White, Pink, Red, Orange, Brown, Yellow, Green, Blue, Purple, Gray, Black, Amber, Aqua, Azure, Bronze, Coral, Copper, Crimson, Cyan, Ginger, Gold, Hazel, Indigo, Jade, Silver

Giochi

Adventure, Battle, Casual, Compete, Console, Fun, Game, Match, MMO, Play, Sim, Strategy

Tecnologia

Bit, Buzz, Code, Data, Digi, Giga, Info, Link, Object, Tech, Tele, Trade, Venture, Verti

Piccolini

Atom, Atomi, Bit, Micro, Mini, Pint, Pico, Tiny

Paroline 2.0

Babble, Blog, Bright, Bubble, Dyna, Flip, Gab, My, Riff, Snap

Parti 2.0

Cogi, Fa, Ka, Ki, My, Qua, Ska, Twi, Vi, Ya, Yo

V per…

Value, Venue, Veri, Verti, Via, Vibe, Vid, Visi, Voice, Vox

Unità di Misura

pico, nano, micro, milli, kilo, mega, giga, tera, peta

Scientifici

aero, cosmo, deca, eco, geo, hex, oxy, uni, poly

Prefissi in Latino

ubi, bis, ad, ambi, inter, liber, mono, poli, tele, omni, exo, extra, hyper, hypo, intro, proto, intra, micro, macro, multi, neo, iso, mono

Prefissi Classici

the, my, i, me, we, you, e, top, pro, best, super, ultra, all, cyber, simply, free, 1st

Altri Prefissi

meta, re, metro, urban, head, hit, front, techno, ever, rush, think, solo, radio, vip


SUFFISSI

Insetti

ant, beetle, bug, cada, cricket, fly, hopper, hornet, mantis, mite, moth, pillar, roller, wasp

Costruttori

alizer, builder, itect, ineer, inator, maker, mason, mechanic, miller, smith, wright

Soldi

note, bucks, cash, coin, ero, inero, funds, loot, pay, ency, ney

Grafici

chart, graph, line, map, print, struct, tect, ture

Cerchi

circle, cycle, curve, curl, ical, icus, ique, idian, igee, loop, orbit, quel, sphere, wheel

Animali

bat, bird, cat, chilla, dog, fin, fish, fox, gale, gator, hound, lope, shark, wolf

Colture

crop, tory, yard, stead, range, land, hold, ery, age, ation, scape

Finali

ality, ate, ient, ify, ity, ium, ius, ize, izer, nik, opoly, ster

Esperti

ace, igy, mage, mancer, maven, uoso, pro, runner, sage, star, wizard, wiz

Amici

amigo, bud, buddy, fan, friend, kin, mate, pal, partner

Gruppi

band, clan, club, crew, gang, group, guild, league, lot, mob, order, party, squad, team, troop

Hardware

array, bridge, bus, cable, card, core, disk, drive, fiber, optic, sink, slot

Greggi

cloud, colony, flight, flock, gaggle, herd, horde, pack, pod, pride, shoal, swarm, tribe, troop

Capi

adier, blazer, boss, chief, onaut, oneer, ovator, major, master, pilot, setter

Meccanici

ator, craft, iance, ism, iter, izer, get, mator, ment, ton, tor

Commercio

keep, keeper, merchant, baron, ster, mogul, monger, master, keeper, seller, saler

Messaggi

cable, flash, gram, graph, ique, line, memo, squawk, tweet, wire

Network

band, circuit, cluster, frame, line, link, net, port, route, station, switch, torrent

Posti

cosm, dom, loft, opolis, plex, shire, sphere, teria, terium, topia, town, urbia, wick, verse, ville

Roads

bridge, crossing, duit, lane, line, link, pass, path, road, route, span, trail, vard, venue, way

Negozi

eria, exchange, market, mart, mill, outlet, plaza, sale, shop, teria, tique, xchange

Archiviazione

base, bay, bin, case, deck, dock, hold, house, shelf, stack, store, vault

Tecnologia

cast, cube, digita, feed, fire, ology, space, span, technica, ware, wire, works, atar, blog, bot, bug, flash, host, icon, source, src, space, ware, way, work, base, bit, code, load, map, module, script, serv, server, set, state, system, token, tag, unit

Viaggi

edition, journey, omotion, pade, quest, range, roam, tour, trek, vant, venture, voyage

Parole 2.0

blab, buzz, club, cube, mix, nic, opia, pad, path, point, space, sphere, vine, zone, zoom

Parti 2.0

ble, ba, deo, do, jo, mbo, ndo, nix, tz, vee, yo, zio, zu, zzle

Acqua

bay, cove, creek, harbor, port, rain, river, sea, stream, tide, wave

Lavori

shop, foundry, forge, form, mill, works, mill, tory, tary, ary, ery, al

Suffissi Classici

house, central, point, home, place, garden, site, spot, park, dome, bay, web, net, cave, base, heaven, portal, world, camp, network, county, street, city, alley, depot, valley

Altri Suffissi

now, resources, tools, source, review, system, book, guide, talk, data, vision, load, box, focus, beat, voice, share, cafe, nexus, zone, sight, link, lab, insight, vine, board, flow, signs, network, wire, cast, ville, nation, egg, cove, news, today, future, fun, watch, story, fever, coast, side, road, heat, bite, insider, club, connect


Aggettivi che possono essere usati sia come prefissi o suffissi

hot, smart, cool, hot, fast, fresh, sleek, first, daily, best, sharp, light, classic, fast, great, quick

Parole che possono essere usate sia come prefissi che come suffissi

io , virtus , ego , vox, ex, ideo, , novo, novus, pax, rex, velox, verus, vivo, nova

Parole che possono essere usate sia come prefissi che come suffissi

media, direct, access, ez, easy, info, interactive, biz, buzz, bit, byte, up, tech, on, out, auto, pulse, x, venture, trend, life, retro, secret

Conclusione

Conclusione

In questo articolo abbiamo cercato di darti tutte le armi per creare il nome della tua azienda, attività, prodotto o servizio ma se ti sei reso conto che è molto difficile farlo allora affidati ad un professionista o un’agenzia (come noi 🙂 ) che è in grado di farlo per la tua azienda. Come dice il detto: “non devi chiederti quanto costa un professionista ma quanto ti costerà un dilettante!”

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